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A MENTE FREDDA / Genoa, con la Salernitana servivano 3 punti, e 3 punti sono arrivati. Adesso testa a Cagliari.

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Servivano i tre punti, ed i tre punti sono arrivati.

Il Genoa che lotta come un leone con le grandi e spesso le batte (Roma e Lazio) ed altre volte per sfortuna o errori arbitrali deve cedere le armi (Milan ed Atalanta), eccolo incespicare e non poco con la Salernitana, squadra tra le peggiori della categoria, con soli 4 punti in graduatoria in 10 giornate.

Nota positiva, al centro dell’attacco dal primo minuto è tornato Retegui, che non ha segnato, ha colpito un palo ed ha messo subito in difficoltà Candreva (ma era in campo?) e compagni.

Il Grifone è partito alla grande, e sembrava che dovesse far un solo boccone degli avversari: già dopo 100 secondi Dragusin svettava di testa ed indirizzava nell’angolino, ma Ochoa con una parata stratosferica toglieva la palla dalla rete, proprio sotto la Nord.

Non trascorreva un minuto e su azione d’angolo Badelj inzuccava bene, centrando il palo! 

Tifo alle stelle, ed il Grifone continuava ad attaccare, costringendo la squadra di Inzaghi a difendersi. Ed al minuto 16 Retegui appena in area fa una torsione pazzesca e spara di sinistro: Ochoa fuori causa, ma è ancora palo!  E qui c’è un po di paura per l’italo argentino che cade a terra e si tocca il ginocchio infortunato: un paio di minuti di cure e riprende il suo posto, sospiro di sollievo per tutti.

Batti e ribatti, ed il Genoa passa in vantaggio al 35′ con il solito Gudmundosson, che dal limite fa partire una staffilata che si insacca alla sinistra del portiere messicano: 1-0, tripudio sugli spalti.

Dopo che è stato ammonito Bani (42′, salterà la trasferta con il fanalino di coda Cagliari) ancora Genoa vicinissimo al raddoppio con il soldatino Sabelli: sfera a Malinovskyi (in grande crescita), palla per Frendrup che con una abile finta lascia scorrere la sfera per Sabelli, bomba diagonale con Ochoa che para in tuffo, arrivando sulla palla con la punta delle dita!

Si va al riposo, un bel Genoa insomma che poteva essere almeno sul 3-0.

Nel secondo tempo Gilardino lascia prudentemente nello spogliatoio Retegui (più che positivo il suo rientro) e presenta al centro dell’attacco Ekuban.

La musica cambia, ed è Salernitana a condurre le danze, pur non impegnando mai Martinez. Anche Bani deve alzare bandiera bianca, e Gila manda in campo De Winter, quando tutti si aspettavano Vogliacco. Poi al 59′ fuori Badelj e Malinovskyi, dentro Strootman e Kutlu. 

Il Genoa è abulico, non riesce a fare uno straccio di azione, la palla viene cacciata in avanti senza costrutto, ed è la Salernitana che, seppur con lentezza tenta l’assalto alla porta genoana.

Ed all’84’ la Nord trema: c’è un cross in area, Mazzocchi si gira, salta bene e colpisce la traversa! La sfera torna in campo, dove a 5 metri dalla porta c’è appostato Dia che riesce nella missione impossibile di scaraventare la palla sopra la traversa: errore incredibile che grazia il Vecchio Balordo.

Il Genoa si scuote ed al 91′ con un contropiede di Gudmundsson cerca il raddoppio: Albert salta avversari come birilli entra in area e potrebbe tirare, ma si intestardisce nel voler superare ancora un difensore ospite e perde malamente la palla.

Poi al 95′ l’arbitro massa fischia la fine, e tutti tirano un sospiro di sollievo. Tre punti pesanti, pesantissimi.

Tre punti ed una sentenza: il Genoa non ha punte di rincalzo; Ekuban, volenteroso, con la Salernitana è stato un autentico disastro. A Gennaio i “777” dovranno correre ai ripari, anche perche Puscas ha dimostrato la sua inidoneità alla Massima Serie.

Altrimenti occorrerà fare gli scongiuri ed augurare ogni bene a Retegui.

FRANCO RICCIARDI

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