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Belin che Genoa! Roma massacrata (4-1)

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C’è proprio da dire “Belin che Genoa!”.

I rossoblù hanno letteralmente frantumato la Roma dei tanto decantati Lukaku e Djbala: un 4-1 che non ammette repliche, e che è stato più forte di tutto e di tutti; anche degli infortuni che hanno privato nei primi 45 minuti il Vecchio Balordo di pedine fondamentali come Badelj, che ha dovuto alzare bandiera bianca per un problema muscolare dopo appena 12’ e che era stato tra i protagonisti del gol del vantaggio (5’) di Gudmundsson e viene rilevato da Thorsby; di Strootman (27’) che dopo un’entrata vigorosa delle sue si è trovato mezzo rango, consentendo il debutto in campionato a Kutlu; e Sabelli azzoppato con un intervento assassino da Pellegrini con Orsato che stava a guardare; al suo posto nella mischia al primo minuto della ripresa De Winter.

E c’è anche da dire che il direttore di gara, mai visto cosi loquace e con voglia di protagonismo in passato, ha letteralmente graziato dalla seconda ammonizione Mancini, tra lo stupore di tutti; tanto che José Mourinho ringrazia e lo sostituisce immediatamente onde evitare guai peggiori.

I due gol rossoblu: il primo di Gudmundsson, con il Genoa che recupera con Badelj una palla a centrocampo, vede smarcato Strootman, lo serve, la palla arriva filtrante ad Albert che controlla con una finta di corpo e scaraventa alle spalle di Rui Patricio. Il pareggio della Roma arriva al 22’ con Cristante -lasciato troppo libero- che di testa mette in rete alle spalle di Martinez.

Ma il Genoa continuava a macinare gioco, sostenuto da un pubblico trascinante e raddoppiava al 44’: questa volta era una serpentina ubriacante di Gudmundsson, che serviva Thorsby: al centro si smarcava Retegui; l’argentino riceveva e non ci pensava un attimo, controllava e scaraventava in porta.

Insomma un grande Genoa.

Chi si aspettava nella ripresa l’arrembaggio della squadra capitolina rimaneva deluso. Tanto possesso palla, ma manovra lenta, con i giocatori rossoblu che mordevano le caviglie, sempre pronti ad anticipare. Dal 50’ al 65’ il Genoa soffriva un poco, ma l’unico brivido arrivava al minuto 69’ quando un centro di Spinazzola destinato a Bove vedeva l’anticipo perentorio di Vasquez di testa, con Martinez che usciva in maniera goffa e travolgeva il compagno, per fortuna Lukaku era troppo lento per approfittarne.

Ma al 74’ era il Grifone ad andare ancora a bersaglio: angolo battuto da Gudmundsson, Dragusin fa da ponte di testa per Thorsby che perentoriamente infila Rui Patricio.

Il Genoa si esaltava, mentre per la Roma  si spegneva completamente la luce: Mourinho praticava altri tre cambi, ma la squadra appariva rassegnata.

Poi (78’) c’era posto per il debutto stagionale – attesissimo – di Messias, che rilevava l’ottimo Matturro.

E come nelle belle favole, dopo appena 120 secondi proprio Messias riceve, entra in area e batte imparabilmente ancora una volta Rui Patricio: 4-1!

Marassi è in festa, si va avanti sino al 95’ con la squadra di Gilardino assoluta padrona del campo.

Alla fine gran festa in campo e sugli spalti, con Messias che si fa un selfie con la Nord in tripudio.

Ed alla faccia dei commentatori faziosi delle Tv a pagamento, che parlano di una Roma sottotono, è vero invece l’esatto contrario: non è stata la Roma in giornata no, ma il Genoa che ha disputato una gara perfetta, rispedendo i giallorossi con quattro gol sul groppone, dopo averli superati in classifica.

Si, è stato veramente un grande Grifone!

Buona nottata a tutti.

GENOA-ROMA 4-1

RETI: 5′ Gudmundsson (G), 22′ Cristante (R), 45’+1′ Retegui (G), 74′ Thorsby (G), 81′ Messias (G).

GENOA (3-5-2): Martinez; Bani, Dragusin, Vasquez; Sabelli (46′ De Winter), Frendrup, Badelj (11′ Thorsby), Strootman (30′ Kutlu), Matturro (76′ Messias); Gudmundsson, Retegui. (All. Gilardino).

ROMA (3-5-2): Rui Patricio; Mancini (46′ Belotti), Llorente (24′ Bove), Ndicka; Kristensen, Cristante, Paredes (78′ Azmoun), Pellegrini (78′ El Shaarawy), Spinazzola (78′ Aouar); Dybala, Lukaku. (All. Mourinho).

Arbitro: Orsato

Ammoniti: Strootman (G), Sabelli (G), Mancini (R), Retegui (G), Bani (G), Paredes (R), Aouar (R)

FRANCO RICCIARDI

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