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Bologna – Genoa: le pagelle

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Queste le nostre pagelle al termine della gara fra Bologna e Genoa, terminata con il punteggio di 1 – 1:

Martinez: 7,5

Compie almeno tre interventi davvero impegnativi fra i quali quello su bordata da fuori di Calafiori è davvero strepitoso. Incolpevole sul gol subìto. Aveva davanti più gambe che in via XX Settembre il sabato pomeriggio.

Vasquez: 6

E’ attento e concentrato, ma si prende un’ammonizione in modo totalmente stupido, ossia perdendo eccessivamente tempo su una rimessa laterale. Un cartellino che spinge giustamente Gilardino ad avvicendarlo nel finale per non rischiare l’inferiorità numerica. Per il resto gioca una buona gara, non tirando mai indietro la gamba e cercando per quanto possibile di alleggerire la pressione sulla difesa spingendosi in quanlche occasione in avanti. Dall’85° Matturro: N.G.

Dragusin: 7

E’ l’oggetto del desiderio di molti top Club europei ma lui non si lascia distrarre dalle voci di mercato e gioca l’ennesima gara ad altissimi livelli. Sempre puntuale e preciso negli interventi, gioca con una calma olimpica, facendo apparire banale ciò che invece è assai ben più complicato. Un giocatore destinato a diventare uno dei più forti difensori al mondo.

Vogliacco: 6,5

Torna titolare a causa del virus influenzale che ha messo KO Mattia Bani e gioca un buon match. Attento e concentrato spende fino all’ultima goccia di sudore per difendere la porta del Grifone. Un giocatore da Genoa, anch’esso destinato a crescere.

Messias: 6,5

Gilardino gli chiede ancora di sacrificarsi sulla fascia a difendere e lui obbedisce, pur dovendo occupare un ruolo a lui poco congeniale e che per di più non ama neanche fare. Il suo spirito di sacrificio è però encomiabile, sintomo della serietà e della grande coesione del gruppo costruito dal Mister. Dal 77° Haps: N.G.

Malinovskyi: 6

Anche a lui, come per Messias, il tecnico chiede di sacrificarsi da centrocampo in giù. E anche lui obbedisce senza discutere agli ordini del tecnico, arginando con costanza le ripartenze dei felsinei.

Badelj: 6,5

E’ il faro del centrocampo rossoblù, l’uomo capace di dare le geometrie necessarie al gioco e di trovarsi poi nel posto giusto quando bisogna interdire gli avversari. Gioca una buona gara, sbagliando pochi passaggi.

Frendrup: 6,5

E’ il solito sette polmoni del centrocampo. Sembra un cagnolone giocondo che insegue qualsiasi pallone passi dalle sue parti. Per poi trasformarsi in spietato mastino quando è invece qualche gamba a necessitare di essere inseguita. Un giocatore straordinario per corsa e spirito di sacrificio. Ma anche per la tecnica di cui dispone.

Sabelli: 6

Corre, lotta e picchia senza pietà e senza mai tirarsi indietro. E quando si accascia per un dolore alla caviglia che ha fatto temere il peggio riesce invece a rialzarsi e a tornare ancora a combattere per il Grifone, per i suoi compagni e per il Mister. Peccato che il cross non sia il suo pezzo forte, visto che ne sbaglia qualcuno di troppo. Ma allora sarebbe alieno.

Gudmundsson: 8

E’ il solito imprendibile piccolo folletto tipico della mitologia nordica. Fa impazzire gli avversari, poi li illude di aver finito la benzina per poi invece ripartire e tornare a fargli danni, quasi irridendoli. Oggi poi segna addirittura su punizione, cosa che al Genoa probabilmente non accadeva dai tempi di Schone. Per il resto si sacrifica in difesa ad aiutare i compagni. Giocatore imprescindibile.

Ekuban: 6

Fa valere il fisico lottando contro i coriacei difensori felsinei senza risparmiarsi. In attacco ha avuto poche occasioni, ma avrebbe potuto sfruttarle meglio. Dal 69° Retegui: 5 Si fa notare solo per un cartellino giallo ricevuto. Ha voglia di spaccare il mondo, ma la condizione dopo l’infortunio patìto è logicamente ancora precaria.

Gilardino: 6,5

Prepara bene la gara contro un avversario ostico come il Bologna di Thiago Motta. Forse nella ripresa il Genoa non doveva arretrare così tanto il proprio baricentro, ma la condizione fisica della squadra, falcidiata da un virus influenzale, probabilmente non permetteva di più.

Gip

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