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Genoa-Bari 4-3. Al 90′ entra Criscito e dal dischetto, sotto la Nord, realizza un gol storico. Il cerchio è chiuso! Serie AAAAAA!

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Una festa che resterà impressa nella mente dei tifosi rossoblù per tanto tempo, forse per sempre. Il Genoa vince l’ultima partita di campionato, ininfluente per la classifica, contro gli avversari diretti per la promozione, il Bari, per 4-3.

Festival del gol, tutti bellissimi, con il Grifone sempre avanti e sempre ripreso dai galletti pugliesi. Lo stadio ha un colpo d’occhio incredibile, tutto rossoblù, con gradinata Nord e gradinata Sud che si equivalgono, stipate sino all’inverosimile.

Coreografie spettacolari, tifo incessante, applausi anche quando segna il bari, insomma una autentica festa.

Ed un finale che neppure Federico Fellini poteva ideare per un suo film.

Intanto, Mimmo Criscito. Il capitano 291 gare in rossoblù, ha problemi fisici, ma non vuole assolutamente mancare alla festa. Non è in grado di scendere in campo, e Gilardino lo porta in panchina, con l’idea di fargli giocare gli ultimi 5 minuti di gara, prima del ritiro definitivo dal calcio giocato.

Dicevamo delle reti: subito in vantaggio il Genoa (12’) con un eurogol di Sabelli, meritatissimo per un giocatore  spesso ingiustamente non capito ed apprezzato da una parte della tifoseria. La gioia dura otto minuti, perchè Esposito su punizione ristabilisce le distanze, 1-1.

Poi al 34’ Gudmundsson si inventa un gol pazzesco, stop in area, palleggio e tiro secco che non da scampo a Frattali, 2-1. Bari ancora in gol con Benedetti (68’) che dal limite indovina il “sette” della porta di Martinez: 2-2.   Ma non è finito il festival del bel gol: al 75’ Ekuban, subentrato a Salcedo qualche minuto prima, dal limite dell’area fa partire una sventola che a giro si infila nel sette alle spalle del portiere barese: 3-2!

Sembra fatta, intanto in panchina Criscito scalpita per entrare in campo. All’86’ però il Bari va ancora in gol con un bel tiro dal limite di Cheddira! 3-3.

Il pubblico aspetta e chiama in campo con un lungo “ooooooooh” Mimmo Criscito: siamo ormai al 90’, la palla non esce, e l’arbitro potrebbe fischiare la fine…

La palla è al Bari e Ricci la mette fuori: è il grande momento! Esce Gudmundsson tra un uragano di applausi, ed entra lui, Capitan Criscito! Marassi è un tripudio di colori, di striscioni, di felicità.

Gilardino intanto aveva mandato in campo anche il terzo portiere Agostino, momenti di gloria anche per lui.

Il Genoa si porta avanti, attacca verso la Nord, che lo chiama a gran voce. Vogliacco mette un filtrante per Badelj, che entra in area e viene steso: rigore!!!

Un rigore al 91’, proprio sotto la Nord! Un rigore proprio in pieno recupero, come accadde nel derby che decretò la retrocessione del Grifone lo scorso anno…

Lo scorso anno Criscito sbagliò il penalty. A fine stagione se ne andò a giocare a Toronto con l’amico  napoletano Insigne. Bella esperienza, ma a dicembre si infortunò gravemente Pajac, e qualcuno in società pensò a lui.

E Criscito, il ragazzino cresciuto nel Genoa, non indugiò, un minuto, armi e bagagli e tornò immediatamente a Genova: e volle un contratto al minimo di stipendio: sei mesi, da Gennaio a Giugno, a 1.700 euro al mese, una cosa da non credere n questo calcio moderno.

Torniamo al campo. C’è il rigore al 91’, chi lo batte? Badelj, che è un rigorista? O Strootman? Neppure per sogno. Batte Mimmo Criscito.

Palla sul dischetto… Mimmo sul dischetto! Il portiere del Bari quasi gli va incontro per salutarlo, poi si ferma a metà strada. Mimmo vede di fronte a sè la porta barese, ma soprattutto quella gradinata, quel muro umano che lo incita ed applaude: proprio come dodici mesi prima!

Fischio dell’arbitro, Mimmo parte lento senza rincorsa ed appoggia la sfera di piatto nell’angolino alla sinistra di Frattari: gooool! 4-3, ma il risultato non conta.

Criscito viene sommerso dai compagni, si rotolano festanti tutti per almeno un paio di minuti. L’arbitro indulgente lascia fare.

A fine festeggiamenti, non fa neppure riprendere la partita, ed arriva il triplice fischio di fine contesa.

Il Genoa ha vinto, partono i festeggiamenti con lo stadio al buio, con le parole proprio di Criscito, che doveva comunque leggere ma che dopo l’incredibile finale hanno ancor più valore.

Poi la premiazione a centrocampo, con la passerella di tecnici, dirigenti, giocatori chiamati ad uno ad uno, tutti sommersi di applausi. Per ultimo Gilardino… lo stadio… viene giù!

Intanto in città iniziano i caroselli, che proseguiranno sino a notte inoltrata, probabilmente sino all’alba; un lungo corteo per il centro di Genova in festa.

Il Genoa è in serie A, il Genoa è rinato, il pubblico e la squadra sono un tutt’uno.

Saranno giorni di grande gioia e festeggiamenti per la Genova genoana; poi testa alla prossima stagione, che sarà quella del ritorno meritato, dovuto e che appartiene per la storia e la tradizione alla società ed ai tifosi: la serie A!

Il primo grande mattone per tornare grandi è posato. Ora le fondamenta… per tornare in alto, come ai tempi d’oro. Un saluto a tutti da Franco Ricciardi.   

IL TABELLINO

GENOA-BARI 4-3

Reti: 12’ Sabelli, 20’ Esposito, 34’ Gudmundsson, 68’ Benedetti, 75’ Ekuban, 86’ Cheddira, 91′ Criscito (rigore).

GENOA: Martinez (90’ Agostino), Hefti, Vogliacco, Dragusin, Sabelli (78’ Frendrup), Strootman, Badelj, Jagiello, Gudmundsson (90’ Criscito), Salcedo (66’ Ekuban), Coda (66’ Puscas). (A disp. Aramu, Boci, Ilsanker, Semper, Sturaro, Toure, Yalcin All. A. Gilardino).

BARI: Frattali, Dorval (66’ Botta), Zuzek, Vicari (81’ Matino), Ricci, Benedetti, Benali (77’ Maiello), Mallamo (46’ Molina), Esposito, Scheidler, Antenucci (66’ Cheddira). (A disp. Bellomo, Bosisio, Caprile, Di Cesare, Mazzotta, Morachioli, Sarri. All. Mignani).

Arbitro: Daniele Rutella di Enna

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