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Genoa-Milan: sconfitta immeritata

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Non riesce a portare a casa uno strameritato punto, il Genoa, per una massiccia dose di sfortuna (e un arbitraggio che incide sul risultato): niente allarmismi e niente complesso di Paperoga.  La squadra c’è, la prestazione anche, nonostante assenze importanti.  Avanti con fiducia.

Primo tempo con predominio territoriale e di possesso palla netto, ma non schiacciante nè particolarmente produttivo, del Milan, che si ritrova la prima linea di pressione (a 4) del Genoa abbastanza bassa da non lasciar giocare tra le linee, ma prontissima nelle uscite immediate sul portatore e nelle preventive. 

Per riuscire a rendersi pericoloso il Milan è “costretto” a muovere palla velocemente con giocate forzate di prima e cambi di gioco problematici per via dell’applicazione diligente di Vazquez e Sabelli, quinto per scivolamento e per arretramento rispettivamente. Le due occasioni per i rossoneri nascono nel primo quarto d’ora con un’azione centrale contenuta in uscita da Martinez e con uno sfondamento da destra e tiro di prima di Reijnders ben parato dal portiere rossoblù. 

Il Genoa?  Riesce a salire con buona regolarità e discreta efficacia, pur senza riuscire a rendersi veramente pericoloso.  Specialmente Vasquez e Sabelli portano su la palla ma poi fanno fatica e tradurre la transizione in occasione vera e propria.  Manca un rigore abbastanza netto e un pizzico di sponda spalle alla porta che un Gudmunsson non particolarmente brillante non può del resto garantire, per caratteristiche e per posizione (sottopalla) quando la squadra difende. Interessante anche se oscuro il lavoro di Thorsby (capace di realizzare da solo le due fasi, a centrocampo) e di Malinovskyi, che si abbassa molto quando il Genoa gioca dal basso, per consentire sul primo giro palla agli esterni di andare a fare densità in alto e ai centrali di allargarsi per uscire.  Ne risente ovviamente la sua pericolosità offensiva. 

Il Grifone si copre benissimo pur con una coperta molto corta, per diverse assenze e per le note carenze strutturali della rosa.  Ma il primo tempo è largamente sufficiente, a nostro avviso.

La ripresa si apre con un Genoa dal baricentro più alto, che si rende pericoloso con la solita incursione di Vasquez e una punizione sulla quale a Thorsby viene fischiato uno strano fallo in attacco.

Tomori va a prendere Gudmunsson fino alla trequarti difensiva Rossoblù, testimoniando il timore che il folletto islandese sa suscitare anche a questi livelli. La partita non cambia canovaccio, salvo per la linea difensiva del Genoa che prende campo per non dare la profondità al subentrato e temutissimo Rafa Leao, coadiuvata dai raddoppi sistematici dei due esterni alti, che di fatto tolgono dalla partita il portoghese e Theo Hernandez.

Il Milan si rende pericoloso al 64’ con una contro-ripartenza conclusa di testa da Leao: parata di Martinez.

Entrano anche Calabria e Giroud che sarà l’uomo del destino rossonero.   Palla goal per Vasquez, ma il tiro viene rimpallato dalla difesa (69’);  il Genoa ci crede a va vicino alla marcatura con Dragusin ed Ekuban.

E come spesso accade, la legge del contrappasso è spietata: è Pulisic, con un controllo irregolare evidente per tutti salvo l’arbitro e il VAR, a castigare Martinez al minuto 87’ con una girata dall’altezza del dischetto.

Non parliamo mai dell’arbitraggio, per scelta, ma oggi è il caso di farlo.  Un rigore negato e un gol irregolare incidono pesantemente sul risultato, ben diverso dalle risultanze del gioco e della prestazione delle due squadre, e non dovrebbe mai essere così.

Il finale è degno di una sceneggiatura di Alfred Hitchcock.  Succede di tutto: uscita killer di Maignan che attenta alla vita di Ekuban e stende anche Gudmunsson; espulsione del portiere e Giroud tra i pali.  Traversa sulla conseguente punizione e secondo giallo per Martinez che salterà quindi Bergamo.  Grande intervento dell’improvvisato estremo difensore francese su Puscas lanciato a rete.  Non c’è verso di portare a casa un punto che sarebbe semplicemente giusto e meritato.  Pazienza.

Cosa dire? La prestazione del Genoa è stata veramente ottima, tenuto conto delle assenze rilevanti e dello spessore dell’avversario, per quanto anch’esso non certo in formazione tipo. Tutti largamente sufficienti, con la sola eccezione di De Winter, autore di una partita non buona: ha tempo per rifarsi.

Il risultato corretto per quanto visto in campo sarebbe stato un pareggio.  Ma l’arbitraggio ha determinato diversamente.

Ora la pausa per recuperare gli infortunati, sperando che Messias non abbia niente di serio.

I tabellini:

GENOA (4-5-1) – Martinez; De Winter (dal 104‘ Leali), Bani, Dragusin, Vasquez;  Sabelli (dal 68’ Ekuban), Thorsby, Malinovskyi (dal 68’ Kutlu), Frendrup, Haps (dal 91’ Puscas); Gudmunsson – A disp.: Sommariva, Hefti, Martin, Vogliacco, Matturro, Jagiello, Fini, Galdames.

MILAN (4-3-3) – Maignan; Florenzi (dal 66‘ Calabria), Thiaw, Tomori, Hernandez;  Musah, Adli (dal 66‘ Giroud), Reijnders; Chukwueze (dal 46‘ Pulisic), Jovic (dal 93’ Bartesaghi), Okafor (dal 46‘ Leao) – A disp.: Sportiello, Mirante, Romero, Pellegrino, Pobega.

Marcatori: Pulisic (87’)

Ammoniti:  De Winter, Martinez, Gilardino (G) – Hernandez, Florenzi, Musah, Adli e Tomori (M)

Espulsi: Maignan (M) e Martinez (G)

Arbitro: Piccinini

Roberto “Alter Ego” Monleone

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