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Genoa: sconfitta amara, ma la prestazione c’è stata

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Beffarda sconfitta per 1 – 0 per il Genoa sul campo del Torino, giunta in pieno recupero sul primo tiro in porta della squadra granata.

Peccato perchè il Grifone, pur essendo forse eccessivamente rinunciatario in fase offensiva, aveva retto bene ai tentativi di assalto della squadra di Juric.

Già dalla prima frazione di gioco il ritmo era lento e le due squadre non creavano particolari occasioni da rete.

Il Torino manteneva il pallino del gioco, ma il Genoa si difendeva con ordine anche se aveva difficoltà nelle ripartenze, con gli attaccanti che non riuscivano ad avere un pallone giocabile.

Retegui era costretto a giocare sempre spalle alla porta, mentre Malinovskyi e Gudmundsson si dovevano sacrificare in un grande lavoro di copertura.

A far preoccupare Mister Gilardino ci pensava però l’arbitro Chiffi, che ammoniva quasi tutto il centrocampo rossoblù. A vedersi sventolare sotto il naso dal severissimo direttore di gara erano infatti nell’ordine Badelj, Malinovskyi e Strootman, con quest’ultimo che protestava parecchio per la sanzione ricevuta.

L’inerzia della gara comunque non cambiava, ed il risultato al termine dei primi 45 minuti (più quattro di recupero) restava inchiodato sullo 0 – 0.

La ripresa cominciava sugli stessi binari della prima frazione di gioco, ma dopo dieci minuti Gilardino decideva giustamente di non rischiare di rimanere in dieci uomini e sostituiva Strootman e Malinovskyi con Kutlu (ottimo il suo esordio) e Thorsby.

La mossa portava più vivacità alla manovra del Grifone, che finalmente si faceva timidamente vedere anche in avanti.

Nel Torino dopo venti minuti si faceva poi male Vlasic, e Juric decideva quindi di operare ben tre cambi: fuori dunque l’infortunato Vlasic per Radonjic, oltre a Tameze per Seck e Pellegri per uno stanco Zapata.

Cambiavano gli interpreti, ma le occasioni da rete, da una parte e dall’altra, continuavano a latitare, mentre la stanchezza ed il caldo cominciavano a farsi sentire per i ventidue giocatori sul campo.

Ad un quarto d’ora dal termine Gilardino si affidava alla freschezza ed alla velocità di Ekuban, che avvicendava Retegui, mentre Juric inseriva Ilic al posto di Linetty e Lazaro al posto di Bellanova.

La gara era una partita a scacchi fra i due mister, ma purtroppo per il Genoa era Gila a commettere l’errore fatale.

A tre minuti dal termine infatti, con l’evidente intento di inserire forze fresche a guardia del fortino rossoblù, il tecnico del Grifone inseriva Martin per Sabelli, ed Hefti per Badelj.

Ed era la mossa che permetteva al Torino di dare scacco matto.

Hefti infatti veniva puntato e sistematicamente saltato da Radonjic, che fino a quel momento era stato invece ben ingabbiato dalla difesa rossoblù.

Ed al terzo tentativo l’esterno granata riusciva ad arrivare decentrato davanti a Martinez per poi tirare una sassata che trovava gli unici centimetri possibili per sorprendere il portiere spagnolo.

Era il primo vero tiro in porta da parte del Torino.

Peccato. Il Genoa ed i suoi tifosi avevano ormai pregustato un pareggio su un campo difficile che sarebbe stato importante per il morale e per il prosieguo del campionato.

Ma questo è il calcio.

Occorrerà smaltire in fretta la delusione e cominciare subito a lavorare per preparare la prossima impegnativa gara al Luigi Ferraris contro il Napoli.

Questo Grifone, al di là del risultato di questa sera, ha comunque dimostrato di essere una squadra caparbia e solida, che con l’inserimento e l’affiatamento dei nuovi, non potrà che crescere e dare delle soddisfazioni ai propri tifosi.

Gip

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