Gilardino: “Lecce fastidioso. L’emergenza non è ancora finita”

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Ecco la conferenza di Mister Gilardino alla vigilia di Genoa-Lecce.

Dopo la gara di Salerno è stato diffuso questo video con l’abbraccio tra lei, staff, giocatori al fischio finale della gara. È l’immagine di una realtà che va oltre a tutto il resto, anche del mercato. È la vostra vera forza?

“La settimana prima di Salerno, la partita di Salerno ci ha visto concretamente aggrapparci a sentimenti e situazioni positive per andare a prenderci quella vittoria. Credo che la squadra, nel suo percorso e nella sua crescita ed evoluzione, abbia dato questo tipo di segnali quest’anno e in questi ultimi mesi. Ha dimostrato di avere un grande spirito di gruppo, arriva un po’ tutto da lontano e lo si è coltivato nel tempo, nelle settimane. La bravura è che, oltre avere giocatori bravi tatticamente e tecnicamente, hanno qualità alte anche a livello umano. Per un allenatore diventa sicuramente semplice e stimolante lavorare ogni giorno su questo tipo di aspetto”. 

Quali pensa che siano le difficoltà della gara di domani?

“Il Lecce è fastidioso da affrontare. È una squadra che è ben messa in campo, con struttura fisica perché basti pensare ai due centrali Pongracic e Baschirotto o Ramadani e Kaba in mezzo al campo. Hanno qualità nell’uno contro uno coi terzini e gli esterni e hanno Krstovic in attacco che è giocatore che dà fastidio a tutti. Da parte nostra ci deve essere il solito sentimento, il solito aspetto mentale nelle difficoltà e nel sacrificarci e far sì che si esaltino i nostri pregi e valori”.   

Possibilità di cambiare modulo 

“C’è la possibilità che si cambi modulo, sia ad inizio partita sia in corso di gara. Sabelli sta bene, ma si è allenato solo due giorni con la squadra. Sono valutazioni da fare, non ci possiamo permettere di perdere altri giocatori. Questa mattina chi si è allenato ha dato risposte importanti e positive. Le valutazioni tattiche ce le ho bene in testa e le farò nelle prossime ore”. 

Ieri abbiamo visto Cittadini, settimana prossima arriverà Ankeye. Che giudizio dai?

“È arrivato anche il portiere Franz Stolz, oltre a Cittadini che oggi si è già allenato e verrà in panchina. Ankeye ancora non l’ho visto, ma dovrà essere qui da martedì prossimo e ci auguriamo che già possa allenarsi con la squadra. Questa è una realtà in cui la società sta cercando di costruire anche il futuro del Genoa perché, comunque, sono giocatori giovani e che hanno giocato poco o niente in Serie A. Sono giocatori che a me e allo staff toccherà migliorare singolarmente. Nel contempo, avendo giocatori giovani, ci vorranno tempo e pazienza. In una realtà come Genova, in una realtà come il Genoa che conosco bene in Serie A, ci vorrà tempo per la crescita di questi ragazzi e portarli al top: sono investimenti anche per il futuro. 

Attendi altro dal mercato? 

Siamo vigili, come ho detto mesi fa in una conferenza non dovevamo – e non dobbiamo – stravolgere la squadra. Tutto è avvenuto velocemente, tra infortuni e situazioni, e avevamo – e abbiamo – bisogno a livello numerico di giocatori. Siamo vigili e se dovesse esserci l’opportunità di migliorare come caratteristiche in alcuni reparti, lo faremo”. 

Nelle difficoltà riuscite a stupire…

“Questa è la realtà, questa è la mia sensazione: conosco bene la Serie A e non abbiamo fatto ancora nulla. I ragazzi stanno facendo tanta roba, stanno macinando punti e chilometri. Arriviamo da tanti risultati utili consecutivi, ma nulla è ancora stato fatto. Questo deve essere il messaggio e dobbiamo aggrapparci a questo genere di aspetti, dobbiamo battagliare ogni singola partita, andare a prendere punti in casa e fuori in ogni momento. Quello che ha detto è vero, reale. Questa squadra ha un sentimento forte, la squadra nelle difficoltà riesce a compattarsi ancor di più. Questa è la mentalità e autostima che dobbiamo portarci sempre dietro”. 

Retegui è tornato al gol e con lui anche Gudmundsson, punto di riferimento…

“Mateo e Albert stanno bene, la continuità è l’aspetto indispensabile. La continuità dovrà essere anche di Spence, perché alla prima partita si va sempre a duemila, e domani c’è la volontà di riproporre lo stesso tipo di intensità, determinazione, atteggiamento. Me lo aspetto da parte di Retegui e Gudmundsson, oltre che in fase difensiva e nel sacrificio. Ci affidiamo molto a loro. Domani ci mancheranno Badelj e Frendrup, quindi dovremo cercare di essere bravi ad andare a esaltare la qualità dei maggiori giocatori che abbiamo con questo genere di caratteristiche”. 

In molti tifosi Genoani, soprattutto quelli più anziani, hanno rivisto in quella corsa a fine partita una tua corsa quando vestivi la maglia della Nazionale, nel 2009, quando segnasti una tripletta. Contro chi era quella partita? Le sensazioni sono state le stesse?

“Mi sembra che fosse contro Cipro. Mi fate ricorda i bei tempi. Da allenatore lo è ancora di più. Dà un’energia e un’emozione incredibile, ti emozioni a vedere i ragazzi con le loro sensazioni pre gara. A Salerno eravamo veramente pochi e c’era questa volontà di saper soffrire, di saper giocare per il compagno. È una caratteristica determinate e per un allenatore vedere come soffrono e lavorano è davvero gratificante. È un aspetto che diventa determinante nell’economia di questa squadra, nel DNA del Genoa, che poi è quello che dovremo fare domani in partita. Ci saranno momenti in cui dovremo soffrire, hanno qualità tecniche e velocità sugli esterni, ma dovremo essere bravi con la palla tra i piedi, con personalità e coraggio dovremo cercare di proporre e creare difficoltà al Lecce”.

Un tuo giudizio su questo calciomercato tra mille limitazioni e paletti? È solo una questione di soldi o si decide tutto tra lunedì e mercoledì?

“Nel mercato negli ultimi tre giorni ci sono tante difficoltà. La realtà del mercato in questi ultimi anni è questa. Si cerca di spendere magari qualcosa meno o spendere di più su giocatori giovani e di prospettiva, che possano portare in un club la crescita di un giocatore per il futuro. E quelli che possono vanno a puntellare là dove sono carenti. È sicuramente un mercato difficile. 

In questi giorni mi sono confrontato col direttore e la società ed è stato molto chiaro: la politica societaria è questa. Spence, Ankeye e Cittadini sono giocatori molto giovani, che han fatto poca Serie A, e questo aspetto tutti lo devono sapere: abbiamo giocatori di grande prospettiva su cui dovremo lavorare, ci vorrà tempo e bisognerà dare loro anche tempo di sbagliare. Magari, però, tra 2/3 anni potranno fare le gioie del Genoa e dobbiamo avere pazienza di aspettarli questi calciatori”. 

Stamattina l’intervista del Presidente ha dimostrato che la società crede in te e che, oltre ad un allenatore, sei anche un insegnate di calcio

“Voglio ringraziare pubblicamente il Presidente Zangrillo per le parole che ha detto. Mi fa sempre piacere, ho un bellissimo rapporto col Presidente, ma proprio a livello personale. È una persona per bene, colta, le si può parlare in modo sereno e ha molta più esperienza di me in questo mondo. Quando mi dà consigli e ci si confronta, cerco di cogliere e apprendere tutto quello che mi dà. E lo ringrazio”.

Via Dragusin, la difesa ha funzionato e bene…

“Sì, e credo si siano responsabilizzati ancora di più i vari De Winter, Vogliacco, Bani, Spence, Sabelli, Vasquez. C’è un senso di responsabilità oggettiva, da parte di tutta la squadra, compresa la linea difensiva, ma soprattuto a livello mentale, di attenzione. Dobbiamo avere sempre livelli di attenzioni non alti, ma altissimi. Parlo sempre loro di quel 1% in più”. 

In mezzo al campo inventerai un altro Pirlo con Malinovskyi, che conosce qualità, palleggio e gioca a testa alta. Sarebbe un altro punto da mettere nella tua casella da allenatore

“Ruslan ha avuto una crescita esponenziale sia a livello fisico e di condizione, nel coraggio e nel proporre all’interno della gara, nella personalità di determinare, nella semplicità del giocare. Soprattutto dovesse giocare in quel ruolo, dovrà essere il più semplice possibile perché ha lancio lungo, visione, lancio. Domani in mezzo al campo ho scelte obbligate, ma scelte che si abbinano discretamente bene per caratteristiche. Domani ci sarà da correre, e anche tanto, e loro oggi ho detto che dovremo essere una squadra che si sacrifica e lotta, esaltando le qualità dei singoli”.

Sulla scena di Strootman che mangia lo snack

“Non l’avevo vista, ma è bello vedere che un giocatore di grande esperienza – e alla fine il calcio è sport e spettacolo – riuscire a sdrammatizzare. Kevin, come tutti i ragazzi, è una persona per bene, davvero simpatica, anche all’interno del gruppo si scherza e si ride. C’è la volontà di vivere questo tipo di sport e queste situazioni e partite in questa maniera”. 

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