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Il GenoA che verrà

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Inizia ufficialmente la nuovA stagione, per il nostro Grifone, e con essa il Calciomercato;  croce e delizia irrinunciabile, per i tifosi, tra macelleria societaria (gestione precedente)/qualche errore di gioventù dei 777 e un risultato comunque in linea con le attese (O1Y), ottenuto grazie al cambio dell’allenatore ma comunque concretizzato dai giocatori, anche quelli arrivati nelle ultime sessioni.

Dal momento della matematica certezza della promozione in serie A sono passati cinquantacinque giorni, che se dalla Società saranno evidentemente stati utilizzati per festeggiare e imbastire la prossima annata, agli osservatori sono serviti per eliminare il primo dei tre punti di domanda capaci di condizionare le valutazioni sulla squadra e le sue prospettive nella massima serie.  Tale punto di domanda, che forse non è mai stato tale se non per l’ambiente esterno al Genoa, è rappresentato dall’identità dell’allenatore che affronterà la stagione 2023/24 alla guida dei Rossoblù e che, nel frattempo, è stato ufficializzato: si tratta naturalmente del confermatissimo Mister Alberto Gilardino.

Ora rimangono gli altri due snodi principali, le scelte dirimenti che, al di là del cosiddetto modulo (“So’ numeretti pè giornalisti!”, mi diceva Mister Stefano Mobili), portano all’identificazione dei calciatori necessari per adeguare la squadra agli obiettivi societari fissati per la stagione.  Parlo del numero di difensori centrali (“a tre” oppure a “due”, e quindi “quattro”) e del numero di centrocampisti, (“due” o “tre”): da queste scelte nascono l’assetto della squadra e, fatto l’inventario dei calciatori disponibili, le necessità di mercato.

Si dice che il Mister prediliga difesa a quattro e centrocampo a tre (riferimento 4-3-3 e sue varianti), ma il risultato ottenuto in termini di solidità difensiva, sia pure nella serie cadetta, e la valorizzazione dei calciatori in rosa, depongono in favore del mantenimento della “tre” dietro che, nonostante l’apporto altalenante degli esterni, i cosiddetti “quinti”, ha di fatto portato la squadra alla promozione.  Il vecchio detto è sempre valido: gli attacchi vincono le partite, ma le difese vincono i campionati.  Nelle ventuno partite di Gilardino precedenti la matematica certezza della promozione diretta, il Genoa ha incassato in tutto soli nove goal e messo insieme un’inviolabilità interna di livello considerevole. 

Fatta questa doverosa premessa, andiamo a vedere cosa “serve” alla squadra per superare il (notevole) dislivello tra la serie B e la serie A, in funzione dell’obiettivo stagionale, al momento definito come una “Salvezza tranquilla”.

PORTIERI – La clausola inerente il riscatto di Martinez è scattata automaticamente: il portiere titolare del Genoa 2023/24 lo abbiamo in casa.  Sono convintissimo che saprà sviluppare il suo calcio propositivo e il suo stile molto personale, adeguandoli al livello superiore del nuovo campionato.  Di Semper si dice voglia andare a giocare, e la cosa è comprensibile: parliamo di un ragazzo del ’98 che deve capitalizzare adesso, e che nelle gerarchie sembra ormai definitivamente in subordine allo spagnolo.   Salutiamo Rok Vodišek augurandogli le migliori fortune; di Giuseppe Agostino è difficile parlare, vedremo se rimarrà quale terzo.  Per il ruolo di secondo si fa il nome di Nicola Leali, classe ’93 dell’Ascoli: le aspettative iniziali altissime (“Il nuovo Buffon”) e forse qualche Sliding-door mancata ne fanno comunque un profilo idoneo, a patto di non accendere un dualismo che, per il ruolo, difficilmente risulta positivo.

In conclusione direi che al momento nel reparto: manca qualcosa (se il giovane Croato andrà via).

DIFENSORI – Fermo restando l’assunto iniziale, ovvero il mantenimento dello schieramento a 3/5, la situazione pare piuttosto buona.  Confermatissimi Vogliacco (centrale dei centrali) e Dragusin (che potrebbe finalmente traslocare a destra, il suo lato), sembrerebbe mancare un titolare di categoria a sinistra.  Una specie di titolare aggiunto è ovviamente Bani (centrale), mentre le alternative possono essere Biraschi (destro) e Vasquez (sinistro), entrambi di rientro dai prestiti,  e Matturro, per quanto il giovane abbia mostrato ai Mondiali Under-20 una maggiore propensione per il ruolo di terzino in una difesa a quattro.  Tra i nomi più interessanti figura quello di Danilo D’Ambrosio, il cui curriculum unito all’età (settembre ’88), e la grande elasticità nel ruolo interpretabile, ne fanno un profilo decisamente adatto, per il lato destro della terna difensiva, ma non soltanto.

In conclusione direi che al momento nel reparto: manca qualcosa, non molto.

ESTERNI – Il primo acquisto nuovo del Genoa 2023/24 ha un nome interessante e un curriculum di tutto rispetto: si tratta di Aaron Martin.  Catalano, aprile ’97, scuola Espanyol, esperienze in Bundesliga.  Un gran bel colpo a parametro zero: la fascia sinistra del Genoa (non diciamo nulla…) è la sua nuova casa.  Per quanto intravisto l’anno scorso, e in passato a Venezia, Ridgeciano Haps (30 anni compiuti adesso) sarebbe più di una semplice riserva.  Vedremo.  Pajac è stato sfortunato: sembra difficile che possa trovare spazio in serie A.  Peccato.

Passando a destra si apre una sorta di limbo di incertezze.  Come sta Silvan Hefti?  Ha superato i suoi problemi fisici (pubalgia?) e può archiviare l’annata balorda e tornare il calciatore che conosciamo, prendendosi così la maglia di esterno destro titolare?  Quasi impossibile valutarlo, per adesso.  Lo farà chi di dovere.  Servirebbe un secondo giocatore a contendergli (o a prendersi) la maglia da titolare.  E poi c’è Stefano Sabelli.  Che nonostante alcune difficoltà nella fase difensiva stretta, per me sarebbe il quinto esterno perfetto, soprattutto perché abituato a destreggiarsi su entrambe le fasce.  Massima copertura in caso di necessità, immenso spirito di sacrificio e Genoanità.

In conclusione direi che al momento nel reparto: manca qualcosa.

CENTROCAMPISTI – Zona nevralgica del campo, fulcro e fondamento della costruzione di qualsiasi squadra, il centrocampo del Genoa 2023/24 si giova delle conferme di tre dei quattro moschettieri della cavalcata dell’anno scorso: Milan Badelj, Kevin Strootman e Morten Frendrup non hanno bisogno di presentazioni, conoscono ambiente e categoria (i primi due) come le loro tasche.  Manca all’appello Stefano Sturaro, il cui destino sembra incerto, così come quelli di Stefan Ilsanker (molto benvoluto da mister Gila) e Pablo Galdames.  Filip Jagiello c’è sempre e ci sarà ancora.  Basare l’intero carico di una titolarità conclamata per i due ragazzacci (febbraio ’89 il Croato, febbraio ’90 l’Olandese) appare una scommessa delicata, così come rischioso sarebbe stato rinunciare alla loro qualità ed esperienza.  Il Danese non ha questo problema, ma di certo potrebbe invece sentire il salto di categoria.  Poi c’è Luca Lipani

Considero (per ora?) fuori dal progetto Manolo Portanova, così come Melegoni, Cassata e compagnia bella.  Sembra interessante capire come rinforzare il reparto.  Forse un “Play” giovane, da far crescere a bottega dal Vicecampione del mondo col numero 47?  Una mezz’ala di alta qualità di piede destro, dotato di forza fisica, entrambe le fasi e di attitudine “coast-to-coast”?   Per la Serie A temo siano indispensabili. 

Infine la questione Trequartista (Aramu).  Il 3-5-2 non prevede la presenza di questo ruolo un po’ atipico;  e ricorrere all’artificio numerico del 3-4-1-2 significa in realtà ridisegnare l’intero reparto mediano, specialmente sulle transizioni negative, arma vincente della fase difensiva, l’anno scorso.  Detto questo, sono convinto che il giocatore possa provare a riscattarsi da un’annata davvero deludente, in una categoria nella quale ha già dimostrato di poter stare, in passato.  Stiamo a vedere cosa succede.

In conclusione direi che al momento nel reparto: manca qualcosa… abbastanza “roba”.

ATTACCANTI – Questa è la parte della squadra su cui sarà necessario lavorare di più.  Ha rappresentato un’area di miglioramento importante in serie B, figuriamoci nel massimo campionato da affrontare ad agosto.  Lasciamo da parte Albert Gudmunsson, che farà più fatica ma del quale sono note caratteristiche e necessità per potersi esprimere al meglio, visto quanto spazio e fiducia (ben riposta) ha ricevuto dall’allenatore.  George Puscas sembra destinato ad accettare un ruolo subalterno e dovrebbe rimanere.  Massimo Coda ha espresso il desiderio di giocarsi le sue carte anche in serie A, ma d’altronde ha molto mercato (in B). Poi ci sono Salcedo, Ekuban e Yeboah. Viceversa, Yalcin e Dragus mi sembrano destinati a partire senza il minimo dubbio.  

In tutta onestà, non si vede in rosa un compagno di reparto per l’Islandese che possa in oggi “garantire” una competitività adeguata, rispetto all’obiettivo stagionale dichiarato.  Servono una prima punta pesante, capace di far giocare la squadra e che segni quei 12-15 goal indispensabili per non soffrire troppo l’impatto con la classifica della massima serie.  E magari una seconda punta agile, capace di saltare l’uomo, specialmente sul lato di sinistra, dove avremo un tiratore di punizioni interessante (Martin).   Il Rumeno, il Bomber Campano (se restasse) e uno/due dei ragazzi pronti a intervenire in caso di necessità.  Il giovane Accornero, e magari qualche altro virgulto, ad affacciarsi al calcio dei grandi.

In conclusione direi che al momento nel reparto: manca… un bel po’ di “roba”.

Tirando le somme: occorrono quattro o cinque titolari, in ruoli delicati, e tre buone alternative.  Non è poco.  Considerando le situazioni economiche pregresse e il desiderio di mantenere sia la categoria che la sostenibilità economica, obiettivo strategico dei 777 per programmare una crescita graduale e senza rischi di ricadute, per Spoors e Ottolini ci sarà parecchio da fare.

Entro pochi giorni ne sapremo di più: pare che i primi annunci ufficiali non tarderanno ad arrivare.

Roberto “Alter Ego” Monleone

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