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Il problema costa troppo, va risolto

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Ancora un punto “abbondante” lasciato agli avversari nell’ultimo quarto d’ora da un buon Genoa che va anche più vicino del Monza al vantaggio, nei primi 75 minuti di gioco.  Questa volta Mister Gilardino limita i cambi allo stretto indispensabile, ma ancora una volta è un subentrato dall’altra panchina, a pescare il Jolly.  Errare è umano, perseverare diabolico.  Occorre assolutamente trovare una soluzione, perché la dispersione di punti inizia ad essere pericolosa.

Mister Palladino si ritrova con qualche imprevisto dell’ultima ora (Caldirola infortunato in riscaldamento), oltre ai lungodegenti: manda Pedro Pereira – a prevenire la spinta di Haps – e Andrea Carboni nella “tre” dietro, e Valentin Carboni a sinistra dietro la punta Colombo, riuscendo comunque di mantenere il suo modulo di impronta Gasperiniana: la sua squadra fa delle rotazioni nelle posizioni e del palleggio in zona centrale il suo punto forte.  Gli riesce tutto, tranne la precisione nell’ultimo passaggio che permetta a Colombo di giovarsi del supporto di Colpani e Carboni.  Le rotazioni portano la squadra a mettersi talvolta 4-2-3-1, con Kyriakopoulos che parte dalla linea difensiva e Colpani che scivola sull’out di destra,

Mister Gilardino conferma il suo 3-5-2 basato sulla coppia di fatto Badelj/Frendrup e ritrova Gudmunsson a completare il trio di Tenori (con Retegui e Messias), ma deve rinunciare a Malinovskyi squalificato.  Assegna alla catena di destra Sabelli-Messias, col brasiliano che parte basso per andare poi a cercare Gudmunsson o Retegui, il compito di attaccare la zona di Kyriakopoulos e A. Carboni.

La partita a scacchi dei due allenatori è impostata benissimo, e nel primo tempo la pressione che entrambe riescono a produrre sul possesso avversario complica la vita agli attaccanti, soverchiati dai centrali avversari e ostaggi di ripetuti mismatch sull’ultimo passaggio.  Palleggia di più il Monza, verticalizza di più il Genoa.  Le occasioni latitano: uno spunto di Valentin Carboni, un break pericoloso di Kyriakopoulos, un goal in fuorigioco di Ciurria favorito da uno scivolone e un disimpegno sbagliato di Dragusin, per il Monza.  Alcune pericolose combinazioni Messias-Sabelli-Retegui, un paio di tentativi sul secondo palo per innescare la sponda del centrale Rumeno, due verticalizzazioni velenose ma imprecise, per il Genoa.  Sostanzialmente portieri inattivi, ma solo perché la pressione impedisce a entrambe l’efficacia nell’ultimo passaggio.

La prima mezz’ora della ripresa è di decisa supremazia Genoana, tanto nel possesso palla quanto nell’occupazione territoriale e nella produzione offensiva, benché le vere e proprie palle goal siano solo due: uno spunto di Sabelli con cross perfetto che Pessina toglie dalla testa di Badelj a due metri dalla porta, e un tap-in di Retegui, su secco tiro-cross di Messias, che finisce alto da otto metri.  Il Monza?  La squadra di Mister Palladino riesce a sviluppare un paio di azioni in tutta la prima mezz’ora, ma sono i cambi a determinare la svolta: Dany Mota avvia un break un po’ fortunoso al minuto 83’, su un rimpallo a centrocampo, e poi taglia il diagonale per presentarsi puntuale sul cross basso di Pereira.  1-0 per i rossi di Galliani.  Immeritato?  Nel calcio ha ragione chi segna.  Il Genoa non ci riesce per questione di centimetri: è Dragusin, centravanti aggiunto, a sfiorare l’incrocio di sinistro, al minuto 85’.  L’assalto finale dei Rossoblù è ovviamente un po’ confusionario, e nemmeno l’ingresso di Fini ed Ekuban sortisce l’effetto voluto.

Altro punto, per non dire tre, sprecati da un Grifone che subisce troppo spesso i minuti conclusivi delle partite, perché questo sia un caso.  Che mister Gilardino avvicendi gli uomini, quali, quanti e quando non importa, o non lo faccia, l’esito rimane lo stesso.  Occorre trovare una soluzione, perché alla fine tutti questi regali il Genoa, neopromossa con ambizioni non del tutto sostenute dalla rosa incompleta e corta, proprio non se li può permettere.

I tabellini:

Monza (3-4-2-1) – Di Gregorio; D’Ambrosio,Pedro Pereira, A. Carboni; Ciurria (dal 72’ Machin), Pessina ©, Gagliardini (dal 72’ Akpa Akpro), Kyriakopoulos; V. Carboni (dal 56’ Maric), Colpani (dall’86’ Donati); Colombo (dal 56’ Dany Mota)A disp.: Sorrentino, Marì, F. Carboni, Bettella, Birindelli, Bondo, Cittadini, Ferraris, Gori.

GENOA (3-5-2) – Martinez; De Winter, Dragusin, Vasquez; Sabelli (dall’88’ Ekuban), Messias (dal 78’ Hefti), Badelj, Frendrup, Haps (dal 78’ Fini); Gudmunsson, Retegui – A disp.: Leali, Sommariva, Martin, Bani, Vogliacco, Matturro, Thorsby,  Jagiello, Kutlu, Galdames, Puscas.

Marcatori: Dany Mota

Ammoniti: Kyriakopoulos (M) – Vasquez e Frendrup (G)

Espulsi: –

Arbitro: Collu

Roberto “Alter Ego” Monleone

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