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LA VITTORIA DELLA TENACIA E DELLA PAZIENZA

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Il Genoa passa anche a Cittadella “da grande squadra”, come si diceva una volta, dopo un primo tempo difficile, approfittando nella ripresa della superiorità numerica.  Frosinone a soli due punti, in attesa del Bari impegnato domani a Pisa.

Come preannunciato alla vigilia, il Cittadella cambia qualcosa nella sua formazione, schierando in avanti il baby Ambrosino (2003) e spostando Crociata trequartista, ad agire tra le linee: l’approccio alla gara dei Veneti è molto vigoroso, con la zona di pressione accavallata sulla linea mediana, e una fase difensiva alta con un 3+3 che, pur senza sfiancarsi in un pressing asfissiante, determina grande densità nella zona nevralgica.  I PlayOut, del resto, sono lì a poca distanza. 

Tanto basta a costruire alcune buone trame, nella prima metà del tempo, e a limitare nettamente il gioco del Genoa, al prezzo di un’aggressività pagata cara (tre ammoniti più il doppio giallo a Giraudo nel solo primo tempo: decisioni ineccepibili).  I Rossoblù non riescono a muovere palla con la solita efficacia, ma logorano i padroni di casa con una gestione agonistica oculata, che prelude alla possibilità di incidere maggiormente nella ripresa: si intuisce che questa può essere la chiave di lettura del match in corso, se non addirittura una variante considerata in sede di preparazione del piano partita.

Due buone opportunità per il Cittadella: al 10’ Ambrosino approfitta di un errore in disimpegno di Badelj e impegna Martinez con un diagonale velenoso sul secondo palo, mentre al 29’ i veneti organizzano una bella azione sulla destra con una combinazione Crociata-Antonucci e tiro alto da buona posizione.

Il Genoa macina gioco all’apparenza sterile, raccoglie falli e cartellini, però non punge: un colpo di testa di Gudmunsson (primo tempo opaco) e un paio di situazioni pericolose su calcio d’angolo, in tutto.  Un po’ poco. 

Nel secondo tempo, che il Cittadella gioca in inferiorità numerica per il secondo giallo inflitto a Giraudo al 43’, gli ospiti presentano subito il conto con Gudmunsson, che riappare negli schermi per stampare un gran tiro sulla traversa a portiere battuto (47’).

I padroni di casa devono arretrare il baricentro impostando un 4-4-1 difensivo, grazie alle sostituzioni effettuate all’intervallo da mister Gorini (Varela per Carriero e  Donnarumma per Ambrosino) e sfiancandosi per seguire i rari cambi di gioco e le frequenti incursioni di Sabelli, che spinge non appena il giro palla Genoano oltrepassa gli scivolamenti difensivi del Cittadella. Ci prova Coda al 59’, ma il suo tiro è alto.  Gilardino inizia a ruotare i terminali offensivi, inserendo Puscas e Dragus per Strootman e Criscito (minuto 63’).  Arriva al tiro anche Dragus, al 66’, ma la palla è nettamente fuori.  Il Cittadella non si vede praticamente più, anche se tenta di arginare l’avversaria immettendo forze fresche (Del Fabro per Branca, al 69’): solo un calcio di punizione dello specialista Crociata, che spettina Dragusin in barriera. Finalmente il pressing a centrocampo dei veneti cala, e il Genoa passa: Badelj verticalizza su Puscas che di tacco offre palla a Coda, abile a liberare Gudmunsson solo davanti al portiere.  Nono goal dell’Islandese, con palla tra le gambe di Kastrati. 

E’ il minuto 70’ e il grande lavoro ai fianchi, su un avversario in dieci e ormai davvero alle corde, ha finalmente prodotto un risultato tangibile.  Prova ancora a rialzare il suo baricentro, il Cittadella, inserendo gli attaccanti Magrassi e Maistrello, al posto di Frare e Antenucci, al 77’.  Gli ultimi venti minuti sono un monologo Genoano interrotto solo da una velenosa azione del Cittadella, che Maistrello conclude con un colpo di testa insidioso ma fuori bersaglio, all’82’.  Gilardino inserisce all’83’ anche Sturaro e Aramu al posto di Coda e Gudmunsson, e il Genoa finisce nella metà campo avversaria sfiorando tre volte il raddoppio con Puscas, Aramu (quasi Eurogol al volo da fuori area) e Dragus che si vede ribattere il tiro da un difensore, un metro davanti alla linea di porta.

Partita intensissima del Cittadella, nel primo tempo, con un ritmo sostenuto da una grande foga agonistica, necessaria per limitare la proprietà di palleggio Rossoblù, ma pagata a caro prezzo dal punto di vista disciplinare, grazie a un arbitraggio fiscale ma irreprensibile.  Ripresa inevitabilmente quasi a senso unico, e risultato che alla fine può anche essere considerato un po’ stretto, per il Genoa.  Ma quello che contava erano i tre punti.

I tabellini:

Cittadella (4-3-1-2): Kastrati;  Salvi, Perticone, Frare (Maistrello 77’), Giraudo;  Vita, Branca (Del Fabro 69’), Carriero (Varela 46’);  Crociata;  Ambrosino (Donnarumma 46’), Antenucci (Magrassi 77’) – A disp.: Maniero;  Felicioli, Mattioli;  Pavan, Mastrantonio, Danzi;  Embalo – Allenatore: Edoardo Gorini

GENOA (3-5-2): Martinez;  Bani, Vogliacco, Dragusin;  Sabelli, Frendrup, Badelj, Strootman (Dragus 63’), Criscito (Puscas 63’); Coda (Aramu 84’), Gudmunsson (Sturaro 84’) – A disp.: Semper;  Matturro, Hefti;  Jagiello, Lipani, Tourè; Ekuban, Salcedo – Allenatore: Alberto Gilardino

Marcatore: Gudmunsson (G) al minuto 70’

Arbitro: Sig. Dionisi

Ammoniti:

Cittadella: Branca, Giraudo (doppio giallo, espulso), Vita, Perticone, Varela, Donnarumma, Crociata

Genoa: Coda, Dragus, Badelj

Roberto “Alter Ego” Monleone

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