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Prossimo avversario: Fiorentina

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Statistiche Squadra: Le consuete statistiche di rendimento non sono applicabili, trattandosi della prima giornata di campionato.  La squadra è reduce da un ottavo posto e da un’estate piuttosto serena.  Occupa la 5ª posizione nella classifica perpetua della Serie A (il Genoa la tredicesima).

Obiettivo Attuale: Zona Champion’s League

EX Genoa: Mandragora

EX Fiorentina: —

Squalificati: Kouamè – Diffidati: nessuno

Indisponibili: Mina, Sottil, Barak, Kouamè, Castrovilli

In Dubbio:

Ballottaggi: Martínez Quarta/Ranieri, Mandragora/Amrabat

Probabile formazione (4-2-3-1):  Terracciano;  Dodò, Milenkovic, Martínez Quarta, Biraghi (cap.);  Mandragora, Arthur;  Brekalo, Bonaventura, Nico González;  Nzola.

Allenatore: Vincenzo Italiano (dal 10/6/2021) è l’unico tecnico capace di trionfare nei Play-off per tutti i campionati professionistici italiani, tra l’altro consecutivamente: in Serie D con l’Arzignano (2017-18), in Serie C con il Trapani (2018-19) e in Serie B con lo Spezia (2019-20).  In serie A ed Europa le finali invece sono ancora da migliorare… tempo al tempo.

Scudetti: 0 – Zona Coppe: 1 – Salvezze: 2 – Retrocessioni: 0 – Esoneri: 0

Statistiche totali in serie A: G-V/N/P: 114-43/28/43 – Media punti: 1,377

Con la Fiorentina in serie A:  G-V/N/P: 76-34/16/26 – Media punti: 1,553

Modulo Preferenziale:  4-2-3-1    Modulo Secondario:  4-3-3 

Italiano gioca ormai stabilmente con il 4-2-3-1, prediligendo un calcio ultra-offensivo.  La sua squadra difende alta, con marcature a uomo molto aggressive: in fase di non possesso effettua pressing sul primo controllo, mentre in fase offensiva è importante il lavoro degli esterni, terzini e ali, e anche quello dei centrocampisti in fase d’inserimento. Il centravanti invece funge da regista offensivo venendo incontro al pallone. 

Una statistica interessante dalla scorsa stagione: la Fiorentina ha chiuso come terza squadra per maggior numero sia nelle conduzioni progressive (789 totali, 20,8/partita) che nei passaggi progressivi (1627 cioè 42,8/match). Nel primo caso dietro Napoli e Milan, nel secondo dietro Napoli e Atalanta.

Capacità di cambiare modulo in partita: Definito da Zeman “il mio erede”, Italiano è un devoto cultore del 4-3-3, che di fatto rimane il suo modulo alternativo.

Fase di non possesso: Il portiere Terracciano è concentrato, reattivo e coraggioso, nonché un abile para-rigori.  Ma dovrà lavorare sul suo gioco coi piedi, visto l’arrivo dall’Herta Berlino dell’ottimo Oliver Christensen.  In fase di non possesso la “4” difensiva rimane inizialmente una “4”, in quanto la linea di pressione mediana tende a rimanere alta; questo può rappresentare un problema quando i quinti avversari arrivano coi tempi giusti e i cambi di gioco: l’incaricato di chiudere le diagonali, completando la linea, è il mediano del lato debole, presto sostituito dal trequartista esterno omologo.  Dovrebbe giocare Martínez Quarta accanto a Milenkovic. Sulle corsie Dodò e capitan Biraghi offrono grande dinamismo in entrambe le fasi.

Transizione positiva: La T.P. della squadra è basata sul pressing alto e sul tentativo di riportare il prima possibile più uomini possibili in zona di rifinitura: il Mister accetta il rischio di giocare con grande foga, con distanze talvolta approssimative e con una certa difficoltà di posizione complessiva, non appena viene bloccato dalla prima pressione avversaria, e di conseguenza fatica ad avere il controllo nella gestione della contro-transizione, e della linea difensiva, che rimane talvolta alta e fuori posizione.  La scelta di due centrali davanti alla difesa con determinate caratteristiche (Arthur e Mandragora) si può spiegare così, con la ricerca di un maggiore equilibrio complessivo.

Fase di possesso: La costruzione dal basso di Italiano sembra confermata in modalità 4-2-3-1, utilizzando Arthur come regista, affiancato da un altro mediano dai piedi buoni (Mandragora o Amrabat), in un “DoppioPlay” di alto livello qualitativo: un centrocampo in grado di gestire meglio il possesso, che dovrebbe dare alla squadra una dimensione superiore in quanto a sicurezza col pallone, in zone di campo dove la scorsa stagione era più urgente giocare subito in verticale, a discapito della precisione. Tipica modalità di gioco quella di far partire l’esterno (Nico Gonzalez) dalla fascia sinistra per ricevere mentre si accentra nell’Half Space, oppure chiamando la palla dal cambio gioco (o dai mediani) tagliando direttamente in profondità, dal centro della trequarti. La Fiorentina può chiedere questo lavoro anche al nuovo arrivo Sabiri: con lui in campo perde in dinamismo ma guadagna in rifinitura. Bonaventura e Brekalo giocano più portando palla in verticale, grazie alle loro doti atletiche e di scelta del tempo di inserimento.  Intanto è arrivato un attaccante che Italiano conosce bene, cioè M’Bala Nzola e uno meno noto, ma che potrebbe avere più margini vista la giovane età, come Lucas Beltran del River Plate. Entrambi sono punte che fanno tanto movimento come piace a Italiano, e sono buoni finalizzatori. 

Transizione negativa: La T.N. della squadra è caratterizzata dal passaggio a un 4-4-2 in fase di pressing che, utilizzando il portatore avversario come riferimento, avvantaggia la copertura del campo contro le squadre che escono dalla difesa con tre uomini sulla linea difensiva e due laterali alti (tipica fase di possesso del Genoa di mister Gilardino, che conta sul movimento di Badelj e le rotazioni dei centrocampisti per scompaginare le preventive Viola). Pressando meglio la Fiorentina riesce a stare più alta sul campo e quindi avere più facilità a controllare appunto la perdita del possesso palla.

Palle inattive: Sui CAC si schiera a zona mista: implacabili i saltatori/marcatori, ma talvolta viene perso l’uomo che arriva da dietro.  Sui CAF attenzione alle incursioni del difensore centrale; stessa cosa sui CPF nella zona sinistra dell’attacco: la palla tagliata a cercare la spizzata o il tiro in porta sono due opzioni entrambe pericolose, partendo dai piedi di Nico González (piede Sx).  Anche i CR li batte normalmente Nico González: in alternativa Jovic e Biraghi.

Dalla panchina: Il contributo della panchina risulta numeroso e di qualità: partendo dai due campioni d’Europa con la nazionale Under 19, il terzino sinistro Michael Kayode e il centrocampista Lorenzo Amatucci. Gino Infantino è considerato uno dei 2003 più promettenti del campionato argentino e ha messo in mostra tecnica, dinamismo e una tendenza a dettare i ritmi della squadra, sia partendo dall’esterno, sulla trequarti o direttamente a centrocampo. Non hanno bisogno di presentazioni Ranieri, Sabiri, Amrabat, Jovic, Parisi.  Da scoprire Lucas Beltran.

Tipo di partita atteso: Il pressing alto e l’intensità in fase di recupero palla, le triangolazioni sulle catene di fascia per risalire il campo, i cambi nello stretto per arrivare alla rifinitura, sono alcune delle caratteristiche più evidenti nel gioco della Viola. La Fiorentina riesce ad essere un avversario ostico per chiunque, a giocarsela alla pari contro qualsiasi avversario sia nel controllo della manovra che dei ritmi di gioco. Una delle poche squadre a imporre il proprio ritmo in Serie A, senza guardare in faccia a nessuno.  Italiano del resto lo sa benissimo: questo campionato per lui è decisivo, per misurare le ambizioni personali e della squadra.

Roberto “Alter Ego” Monleone

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