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Prossimo avversario: Lazio

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Statistiche Squadra: Le consuete statistiche di rendimento non sono ancora applicabili, trattandosi solo della seconda giornata di campionato.  La squadra è reduce da un secondo posto e da un’estate piuttosto travagliata, segnata dall’addio della colonna Milinkovic-Savic.  Occupa la posizione nella classifica perpetua della Serie A (il Genoa la 13ª).  Obiettivo Attuale: Zona Champion’s League.

EX Genoa: Rovella, Immobile – EX Opponent: Badelj

Indisponibili: Marcos Antonio – In Dubbio: Hysaj

Ballottaggi: Casale/Patric, Kamada/Vecino, Cataldi/Rovella

Probabile formazione (4-3-3):  Provedel;  Lazzari, Casale, Romagnoli, Marusic; Kamada, Cataldi, Luis Alberto;  Felipe Anderson, Immobile, Zaccagni.

Allenatore: Maurizio Sarri (dal 09/6/2021)

Scudetti: 1 – Zona Coppe: 5 – Salvezze: 0 – Retrocessioni: 0 – Esoneri: 0

Statistiche totali in serie A: G-V/N/P: 267-153/63/51 – Media punti: 1,955

Con la Lazio in serie A:  G-V/N/P: 77-40/18/19 – Media punti: 1,792

Modulo Preferenziale: Sarri gioca ormai stabilmente con il 4-3-3,  che diventa 4-1-4-1 alla perdita del possesso:  molto difficilmente si vedono le sue squadre utilizzare moduli alternativi.

Fase di non possesso: Il portiere Provedel è stato probabilmente il miglior estremo della scorsa stagione.  Il reparto tende a prendere un riferimento molto marcato sul pallone – una Zona atipica – e a concentrarsi solo sulla copertura delle linee di passaggio, senza infastidire l’uomo. La Lazio, con la punta e con la mezzala del lato palla che si alza, cerca di orientare il primo possesso degli avversari sui terzini. Da lì partono una serie di scalate che, in teoria, dovrebbero portare al recupero palla. Quando ali e centrocampisti della Lazio scivolano sull’uomo, però, partono da lontano, perché devono mantenere la linea compatta. In più, durante la scalata, devono stare attenti a coprire il passaggio alle proprie spalle. In questo modo, non aggrediscono mai forte il difensore avversario, che ha sempre un istante per alzare la testa e passare ad un compagno. Ad esempio Luis Alberto si alza vicino a Immobile, e il buco lasciato libero dallo spagnolo crea una potenziale inferiorità localizzata. L’avversario viene indotto a girare palla verso i terzini; l’ala della Lazio scivola in pressing senza aggredire mai davvero il terzino, che così può giocare in avanti. Gli attaccanti possono ricevere spalle alla porta e restituire il pallone a un compagno fronte alla porta, che a quel punto ha un ampio spettro di possibilità, sfruttando il tempo di gioco a palla scoperta. L’intero secondo tempo di Lecce-Lazio ha mostrato questa lacuna nella fase difensiva bianco-celeste, molto ben sfruttata dai giallorossi.

Fase di possesso: La costruzione dal basso di Sarri è in fase di evoluzione, stante la partenza di Milinkovic-Savic e gli arrivi di Rovella e di Kamada; il giapponese è molto preciso tecnicamente e garantisce grande dinamismo, per cui dovrebbe aiutare a rendere più veloce e fluida la rete di passaggi sulla sua catena. Una soluzione interessante vista contro il Lecce, poi, è l’uso di Lazzari, unico terzino capace di rendersi minaccioso in profondità. Contro il Lecce, in un paio di occasioni, è riuscito a bucare la difesa con i suoi tagli e così la squadra di Sarri si è resa pericolosa.  Si resta in attesa di capire come l’allenatore disporrà le sue pedine per costruire la manovra, considerando che dispone di almeno quattro potenziali titolari, a parte l’intoccabile Luis Alberto (Kamada, Rovella, Vecino e Cataldi), ma che molto difficilmente cambierà l’assetto della linea mediana.

Transizione negativa: Per fronteggiare la prima costruzione avversaria la Lazio si schiera con un 4-1-4-1 che si posiziona in modo da occupare più spazio possibile nella zona mediana del campo. Sarri è forse uno dei pochi allenatori rimasti in Italia a non usare riferimenti a uomo e predilige una difesa puramente a zona. La punta (Immobile) rimane in posizione centrale per chiudere la linea di passaggio verso il vertice basso avversario, la mezzala di parte esce sul difensore centrale in possesso per forzarlo verso il lato del campo dove l’esterno rimane in copertura sul terzino avversario pronto a pressare; il vertice basso rimane in copertura della retroguardia difensiva, che lavora sempre di reparto. L’obiettivo è non permettere la facile riuscita della costruzione, bloccare gli appoggi per forzare l’errore avversario e recuperare il pallone, specialmente sulle catene laterali dove la Lazio alza l’intensità. Se la prima pressione salta la squadra raramente effettua una ri-aggressione immediata, il primo pensiero è quello di scappare rapidamente, compresa la linea difensiva che agisce come una singola entità e predilige la copertura (corsa all’indietro) alla marcatura (rottura della linea).

Palle inattive: Sui CAC la Lazio si schiera a zona integrale: dispone di ottimi saltatori, ma non in numero particolarmente alto. Sui CAF, Luis Alberto o Felipe Anderson, entrano in area in sei, ma fa spesso ricorso a schemi per il tiro da fuori e per innescare Immobile a distanza ravvicinata.   Sui CPF attenzione al destro fatato di Luis Alberto, che però dispone anche della botta secca.  I CR li batte normalmente Ciro Immobile: in alternativa Luis Alberto o Zaccagni.

Dalla panchina: il contributo della panchina risulta davvero importante:  Pellegrini, Patric, Vecino, Rovella, Isaksen, Pedro e Castellanos.

Tipo di partita atteso: L’inopinata sconfitta all’esordio non può che stimolare nella squadra un’immediata sete di rivincita.  Osservando l’andamento del secondo tempo di Lecce si è notato però un vulnus nella fase difensiva di cui tenere conto, laddove possibile: Malinovskyi come Almqvist e Gudmunsson o anche Ekuban come Banda?  Il 3-4-1-2 di Gilardino a emulare il 4-2-3-1 di D’Aversa?  Vedremo.

Roberto “Alter Ego” Monleone

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