HomeNewsProvocazione...Diciamo basta ai soprusi, ed iscriviamo il Genoa al campionato francese!

Provocazione…Diciamo basta ai soprusi, ed iscriviamo il Genoa al campionato francese!

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Inutile starci a girare intorno. Il calcio italiano da qualche anno è cambiato.

E’ cambiato in peggio, non è più credibile.

Tantissimi casi lo dimostrano, e non staremo qui ad indicarli, sono sotto gli occhi di tutti. Scudetti tolti, squadre lasciate fallire deliberatamente dai vertici di Federazione e Lega.

E poi, tutto quello che si vede settimanalmente in campo.

L’ultimo episodio, riguarda da vicino la nostra città ed è accaduto durante Genoa-Milan sabato 7 ottobre.

Al minuto 87’ l’arbitro Piccinini ha convalidato, dopo oltre due minuti d’attesa a centrocampo in collegamento audio con il VAR, un gol al milanista Pulisic.

Un gol, come hanno visto ben 33mila testimoni presenti allo stadio,  viziato da un evidente fallo di mano.

La foto che pubblichiamo è eloquente.

Eppure, l’incredibile signor Piccinini non si è neppure degnato di andare a rivedersi le immagini al VAR! Forse perché se fosse andato sarebbe stato obbligato ad annullare il gol. Perché contro il Genoa giocava il Milan e non (con tutto rispetto) l’Empoli!.

Basta, non se ne può più di questo calcio anni 2000.

Dove la Coppa Italia ha un regolamento che serve soltanto a far vincere le squadre più ricche. Dove gli emolumenti che arrivano dalle Tv commerciali all’estero vengono distribuiti in parti uguali tra tutte le società partecipanti alla Serie A. Da noi invece – chissà perché – no: infatti in vetta di chi prende di più troviamo l’Inter, davanti a Napoli e Milan, squadre oltre gli 80 milioni di euro. La Juventus, quarta, si ferma a circa 78 milioni di euro. In fondo alla graduatoria, invece, troviamo Empoli, Spezia e Cremonese, con i grigiorossi unica società sotto i 30 milioni di ricavi. Se questa è equità!

Ed allora proponiamo provocatoriamente: iscriviamo le nostre squadre ad un altro campionato europeo, tra le nazioni che confinano con l’Italia, ad esempio la Francia!

Tecnicamente è possibile; il mercato del lavoro è libero, come lo spostamento di aziende, nella Comunità Europea. In Europa ci sono già dei casi: il Cardiff e il Swensea, pur essendo squadre gallesi, giocano nel campionato inglese, seppur esista il campionato del Galles.

A livello dilettantistico, c’è un caso anche da noi in Italia: la Campionese, squadra di Campione d’Italia, in provincia di Como, gioca nel campionato della Svizzera: un Comune italiano che partecipa ai campionati elvetici…

Tra l’altro, iscrivendosi al campionato Francese, le squadre genovesi risparmierebbero con ogni probabilità anche sui costi trasferta…

Improponibile? Se pensiamo a cosa ci tocca vedere, e subire, nei tornei italiani, non pensiamo proprio…

Ed in Italia lasceremmo continuare a giocare le squadre che “devono” assolutamente vincere, ad ogni costo, contro ogni regolamento e pudore.

FRANCO RICCIARDI

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