HomeNewsUn altro punto estremamente pesante

Un altro punto estremamente pesante

Pubblicato il

- Pubblicità -

Prestazione sontuosa del Genoa, forse la migliore dell’anno, che se la gioca alla pari con i potenziali futuri Campioni d’Italia, dimostrando che la pretesa “incapacità” di Mister Gilardino di gestire i finali di partita era dovuta semplicemente a un apporto insufficiente da parte dei subentranti dalla panchina.  Con la rosa al completo semplicemente il Genoa regge per 95 minuti contro chiunque, compresa la capolista che lamentava, è giusto ricordarlo, alcune assenze pesanti.  Finisce 1-1 e non ci sono possibili recriminazioni, perché il risultato rispecchia perfettamente l’andamento della partita.

Mister Gilardino ritrova – dopo Strootman – Retegui e Messias, ovvero una bella fetta della qualità della sua rosa, sia in ottica campo ma soprattutto in panchina, per provare a giocarsela meglio nell’ultima mezz’ora di partita.  Piazza la squadra col suo 3-5-2 moderatamente offensivo che così buona prova ha dato, finora, nei match casalinghi contro le Big del campionato.

Mister Inzaghi organizza il turnover (ribattezzato “opportunità” in conferenza stampa) per sopperire alle assenze di Lautaro Martinez e Federico Dimarco, e dare un po’ di respiro anche a Dumfries e De Vrij. Mantiene il suo modulo preferito, il 3-5-2 che tante soddisfazioni gli sta dando, e scende ad affrontare il “GenoVa” parlando in termini rispettosi dell’avversaria, forse temendo un calo di concentrazione nei suoi? 

Primo tempo con le squadre disposte tatticamente in modo speculare.  Entrambi i Play giocano intorno al blocco a tre avversario e si spingono sulla catena destra per creare i 3 contro 2: più qualità l’Inter, più garra il Genoa: la differenza la fa la capacità di pungere delle punte.  Arnautovic e soprattutto Thuram riescono a far giocare il reparto e a rendersi pericolosi in prima persona ben più degli omologhi in Rossoblù.  Altra differenza, negli assetti, nella grandissima propensione al sacrificio della tre di centrocampo: ininterrotta la rotazione e lo spostamento in zona palla dei Genoani, sempre coperti dalle scalature sul lato debole, più compassati, per piano partita e per attitudine, i Nerazzurri.  La produzione offensiva dell’Inter è più qualitativa e numerosa, ma il Genoa tiene botta pressochè alla pari, grazie a cuore e corsa, ma anche all’impostazione del possesso palla, ben coadiuvato dagli esterni: niente di strano per Sabelli, piacevole sorpresa l’atteso Martin.  Un pericoloso colpo di testa di Thuram (9’), un paio di ottimi sviluppi sul quinto opposto (C. Augusto) e un bel tiro di Chalanoglu parato da Martinez, per l’Inter;  un paio di buone iniziative su Ekuban e un’incursione pericolosissima di Bani che non arriva per un metro sul cross deviato di Strootman, a tu per tu col portiere.  Ah, poi ci sono i due goal, entrambi abbastanza episodici.  Rimessa laterale, spizzata dubbia (per fallo di Bisseck su Strootman), tiro di Barella respinto sui piedi di Arnautovic per l’1-0 Nerazzurro (42’);  corner perfetto di Gudmunsson e incornata violenta di Dragusin per il pareggio del Genoa (52’).

Gilardino individua il mismatch nella capacità di Thuram di prendere le spalle a De Winter e lo sostituisce, all’intervallo, con Vasquez. Inzaghi è costretto a far forzare le giocate al suo centrocampo portando poi i centrali difensivi a giocare la prima costruzione.  La partita a scacchi continua, con le fasi difensive che prendono il sopravvento.  L’Inter spinge e costruisce due buone occasioni: una combinazione Barella-Arnautovic con tiro largo e un gran colpo di testa di Acerbi ben parato da Martinez; un paio di situazioni potenzialmente pericolose grazie alle incursioni dell’attaccante aggiunto Dragusin per il Genoa che, al contrario del solito, recupera qualità e minuti preziosi dalla panchina, con Retegui, Malinovskyi e Messias.  Passa anche al 4-2-3-1, il Genoa, per sopportare al meglio la sostituzione dei due esterni e delle due mezzeali Interiste (ammonite), e il relativo quarto d’ora di (relativa) sofferenza e inferiorità a centrocampo, interrotto dal movimento orizzontale di Retegui, abile a spostarsi per consentire a Gudmunsson di infilarsi nello spazio lasciato libero da Bastoni nelle sue classiche incursioni. Non succede più niente, la partita finisce con un pareggio giusto, per quanto l’Inter abbia saputo rendersi più pericolosa, sia pure di poco.

I tabellini:

GENOA (3-5-2) – Martinez; De Winter (dal 46’ Vasquez), Bani, Dragusin; Sabelli, Frendrup, Badelj ©, Strootman (dal 61’ Malinovskyi),Martin (dal 78’ Messias); Gudmunsson, Ekuban (dal 61’ Retegui)A disp.: Leali, Sommariva, Vogliacco, Hefti, Haps, , Matturro, Thorsby, Jagiello, Kutlu, Galdames, Fini, Puscas.

Inter (3-5-2): Sommer; Bisseck (dall’89’ Pavard), Acerbi, Bastoni; Darmian (dal 78’ Dumfries), Barella © (dal 78’ Frattesi), Calhanoglu, Mkhitaryan (dall’89’ Klaassen), C. Augusto; Arnautovic (dal 70’ Sanchez), Thuram – A disp.: Audero, Di Gennaro, De Vrij, Sensi, Stabile, Agoumé, Asllani, Sarr, Motta.

Marcatori: Arnautovic, Dragusin

Ammoniti: Mr. Gilardino, Gudmunsson, Dragusin (G) – Mkhitaryan, Barella (I)

Espulsi: –

Arbitro: Doveri

Roberto “Alter Ego” Monleone

- Pubblicità -GenoART

RUBRICHE

POPOLARE

VIDEO / Ritiro estivo, il Genoa non cambia: in luglio ritorna in Val di Fassa

Tutto confermato: il Genoa per la preparazione estiva tornerà come lo scorso anno in Val di Fassa. La conferma durante una conferenza stampa che...

Radio music for peace