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Un super Genoa travolge con merito il Cosenza per 4-0. Il Grifone del suo profeta Gilardino supera il Bari in classifica e torna di prepotenza secondo! Debutto di Accornero.

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Gara senza storia: apre le danze l’ormai “bomber” Dragusin (3 gol nelle ultime 4 gare), lo seguono a ruota Gudmundsson, Puscas e Jagiello. E domenica prossima a Marassi sotto con la Ternana!

(Genova, Spogliatoi di Marassi) – Finalmente un Genoa che non fa soffrire i propri tifosi e vince a mani basse contro il volenteroso Cosenza di Viali. Il Vecchio Balordo sfodera una signora prestazione, mettendo sotto, dopo una mezzora di intelligente studio, l’avversaria.

Un successo fortemente voluto, e che permette ai ragazzi di Gilardino – impeccabili i suoi cambi in panchina, con la chicca finale dell’esordio del baby Accornero – di riprendersi il secondo posto che vale promozione diretta, superando così il Bari, che nelle ultime due gare ha ottenuto punti in maniera, ci limitiamo a dire… imbarazzante.

In tribuna ci sono i massimi dirigenti di “777 Prtners”, e cioè, vicini al presidentissimo Zangrillo, Joshua Wander, l’Amministratore Delegato Blazquez ed il General Manager Spors. I vertici societari sanno che questo è un momento delicato del campionato, si prepara la volata finale e vogliono far sentire la loro presenza a Mister e giocatori.

Dopo una prima fase di gara dove il Grifone, ben orchestrato dai senatori Badelj, Strootman e Sturaro, prende le misure agli avversari, arriva il primo sussulto al 20′, quando Sabelli con un colpo di testa colpisce la parte alta della traversa.

Le prove generali del gol si fanno al 31′, quando l’onnipresente Sabelli crossa in area, Gudmundsson fa un intelligente velo, sfera che arriva a Strootman che lascia partire un autentico siluro respinto dal portiere ospite a fatica in calcio d’angolo.

Ed al minuto 34 ecco il vantaggio: punizione dal vertice sinistro dell’aria di rigore del Cosenza battuta da Gudmundsson, alle spalle di tutti arriva il solito Dragusin che di testa fredda Micai: 1-0! per il goldenboy rossoblu è la terza rete nelle ultime quattro gare. E pensare che che c’è ancora qualche tifoso da social che lo contesta…

Il Genoa è padrone della gara, con la Nord che a gran voce incita i rossoblu. E quando si è tranquilli, ecco che per poco, in chiusura di tempo si rischia incredibilmente di subire il pari: il bravo Calò (è ancora di proprietà rossoblu, in prestito al Cosenza dove sta facendo molto bene) batte una punizione, D’Urso spizzica di testa e la sfera va a stamparsi all’incrocio per poi tornare pericolosamente in campo. Brivido a lieto fine, e si conclude il tempo.

Nella ripresa il Grifone, contrariamente a tante altre volte appare più convinto nel voler trovare il gol della sicurezza. Ci prova al 54′ Strootman con un tiro indirizzato nell’angolino sinistro, ma Micai è un gatto a mettere in angolo la palla.

Si gioca sotto la Nord, che continua a “spingere” i propri beniamini. Ed il gol del raddoppio arriva al minuto 57′ ed è un autentico regalo del Cosenza. In azione difensiva di disimpegno, Micai serve Calo, che incespica sulla palla. Se ne impossessa lo scatenato Gudmundsson, che avanza, fa fuori anche il portiere e deposita in rete, tra iltripudio dei tifosi rossoblu: 2-0!

La gara è in cassaforte, ma il Grifone insiste, e due minuti dopo fa tris: Gudmundsson – sempre lui! – parte da centrocampo, serve sulla fascia Sabelli che pesca Puscas bene appostato: l’attaccante rumeno, sino a quel momento in ombra, controlla con calma e da dentro l’area assesta una rasoiata sulla quale Micai può solo arrendersi: 3-0!!!

Gilardino pensa alle prossime gare importanti e fa tre cambi: fuori Badelj, Bani e Sturaro e nella mischia Jagiello, Criscito e Frendrup.

Il Cosenza è alle corde, il Genoa domina in ogni parte di campo. Al 72′ Sabelli, generosissimo, deve alzare bandiera bianca per un problema muscolare (era già successo a Cagliari, meglio non rischiare), ed entra al suo posto Hefti, finalmente guarito dalla fastidiosa e dolorosa pubalgia.

Al 74′ occasionissima di Gudmundsson che servito da Jagello tira a colpo sicuro, ma l’ottimo Micai si supera e nega la doppietta al rossoblu.

E cinque minuti dopo (79′) è proprio Jagiello che servito da Dragusin se ne va, fa fuori tre avversari come birilli e fredda Micai con un tiro dai 15 metri: 4-0!

Gilardino davanti alla panca salta di felicità ed all’82’ fa uscire Gudmundsson, che si gode gli applausi ed i canti della Nord (e non solo). Entra al suo posto il giovane Accornero che debutta cosi in serie cadetta. Ed il baby si fa vedere subito con un tiraccio che impegna il portiere ospite.

Si termina con il Genoa all’attacco ed il Cosenza inerme che subisce i rossoblu.

Il signor Giua intelligentemente non concede recupero – in effetti di tempo se ne èperso veramente poco – ed al 90′ spaccato chiude la contesa.

Finisce con il poker del Grifone, che disputa la miglior partita stagionale e risponde al Bari risorpassandolo in classifica.

Se il campionato finisse stasera per il Grifo sarebbe serie A. Ma la strada è ancora lunga, ed il Genoa sta crescendo di gara in gara.

Prossima gara, ancora in casa con la Ternana, domenica 12 marzo all’improbabile e balordo orario delle 16.15.

Ma la lunga volata finale è iniziata. Il Grifone di Gilardino lo ha detto chiaro a tutti: la serie A deve essere nostra!

Ora sono gli altri a doversi preoccupare di Franco Ricciardi

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